le origini

Fino al 26 marzo del 1863 Vallefiorita si chiamo' S. Elia e le origini non sono certamente, come scrive qualcuno, da attribuire a contadini sfuggiti ai saraceni intorno al 1200 in quanto e' del 1096 il Diploma con cui il Conte Ruggiero il Normanno dona la "Cultura di S.Elia" al Vescovo di Squillace Giovanni de Nuciforo .
Nella donazione e' usato il verbo "tenuerat" che indica possesso e un'azione passata (avere posseduto) quindi S.Elia esisteva prima del 1096.
Secondo Enzo Gatti nel suo volume "Gli illiri" dice "Elia"= Hel=sole,dio del mondo illirico, dio del vento, delle acque e dei pastori, figlio di Thor e di Vacca.
Vallefiorita, nome suggerito dalla posizione topografica "cosiddetto per l'amenita' dei suoi luoghi e per i fiori che vi crescono a dovizia",dice Gustavo Valente nel dizionario enciclopedico dei comuni d'Italia.
Un colle chiude la parte destra della strada ed e' il regno dell'ulivo; la sinistra e' invece dominata da un'ampia vallata che sale verso la montagna. A destra, a sinistra e sullo sfondo si puo' ammirare il dipinto : "un manto verde spruzzato di bianco, il paese e' circondato da alberi da frutto che innalzano al cielo la primavera, il profumo dei loro fiori ed in estate-autunno si puo' gustare il sapore della loro frutta.
Chi uscendo dalla porta medioevale fuori le mura dell'antica citta' di Cassiodoro (Scyllacium dei Bruzii) e instradandosi a sinistra sulla provinciale Catanzaro-Fabrizia, spinga lo sguardo verso occidente vede di fronte, a breve distanza d'aria, chiudersi l'orizzonte in una grande ubertosa conca sormontata da una corona di opulenti castagneti e dalle falde laterali cosparsi di rigogliosi oliveti; alle estremita' laterali della conca due paesetti l'uno a destra Amaroni e l'altro a sinistra Palermiti fanno da sentinelle avanzate a guardia di questa vallata.
In mezzo si eleva un lieve colle che si chiude in un terrapieno di forma poligonale sostenuto da grosse mura di epoca secolare .

(Paolo E. Bilotti, archeologo-storico direttore dell'archivio di stato di Salerno.) Alzando lo sguardo , in lontananza si intravede la serralta di Sanvito dell'aspetto triste e selvaggio in parte coperta da grandi foreste che sembrano quasi nere.
"Qui siamo ancora nella parte piu' stretta dell'istmo che e' la porta dell'ultimo tratto del prolungamento della penisola italiana verso mezzogiorno, in quel tratto che primitivamente portava esso solo il nome d' ITALIA.
Qui finiva l' "Enotria" scrive lo storico archeologo Armando Lucifero che curo' la versione del francese del Lenormant "la Magra grecia".

Prof. Mario Truglia


Sono state trovate in montagnia (in localita Lo Pietro) delle pietre intagliate manualmente risalenti all'eta' del bronzo circa 1500 a.c. usati da uomini primitivi come strumenti di caccia e per la lavorazione del pellame, si puo' presumere che le origini delle popolazioni che abitavano nelle zone nimitrofe di Vallefiorita sono antichissime.