paolo emilio bilotti

Il Prof. Paolo Emilio Bilotti,
storico, paleografo, archeologo, numismatico, insigne e direttore dell'archivio di stato di Salerno. Nato a Sant'Elia oggi Vallefiorita (CZ) il 4/2/1860 da Don Pasquale Bilotti e Donna Teresina Ceravolo, mori' a Salerno nella notte dal 24 al 25 novembre 1927, dopo una vita di continui studi e di attivita' operosa e benefattiva spesa a pro' di ogni classe di cittadini.

Le sue Opere:
La spedizione di Sapri. da Genova a Sanza
I cacciatori dell'irno "vicende di un battaglione di volontarinel 1860"
I doveri delle nostre societa' di storia


"Noi volgiamo lo sguardo al passato per rinfrancarci, e lo facciamo senza la preoccupazione di trovarci a ritroso coi tempi nuovi, perche' amiamo anche noi il progresso e lo desideriamo indefinito, e lo affrettiamo coi voti e con l'opera; solo vorremmo che in tutto e per tutti fosse guida la ragione e non il calcolo e molto meno l'impulso di egoistiche sentimentalita'.
Del resto i ritorni col progredire con oculatezza e senza alcun timore di trovarsi faccia a faccia con l'incognite che talvolta sono difficolta' insuperabili, tal altra realta' rovinose"
Sono le parole con cui il prof. Paolo Emilio Bilotti termina la prima parte del suo discorso tenuto a Salerno all'apertura della Societa' Salernitana Storia Patria da lui fondata nel 1923.
Egli tenne, dal 1891 a 1927 , con alta dignita' e con grande competenza, la direzione dell'Archivio di Stato di Salerno, rendendo inestimabili servizi alla funzione cui era proposto e dando un contributo validissimo a tutto cio' che comunque, avesse riferimento alla valorizzazione dei fattori economici, culturali e nazionali della provincia di Salerno.
Riorganizzo' la commissione archeologa Salernitana e' fondo' l'Archivio storico della Prov. di Salerno; fu' appassionato numismatico, valente pale'ografo.
Scrittore forbitissimo, diede alle stampe molte pubblicazioni, tra le quali primeggia, per importanza e rinomanza " La spedizione di Sapri - Da Genova a Sanza".Scritta in occasione del cinquantesimo del "2 luglio", fu pubblicata a Salerno nel 1907.
E' un copioso volume di 450 pagine, ricco di nomi, note e richiami bibliografici, che si apre con un breve esame delle condizioni del Regno di Napoli dal 1848 al 1857,dei partiti politici e delle associazioni liberali di quel decennio e si chiude con un cenno biografico dei tre principali protagonisti della spedizione: Pisacane, Nicotera, Falcone.
Nella breve prefazione l'autore avverte: "Queste modeste pagine non contengono alcuna affermazione che non si appoggi a documenti scritti o a precedenti pubblicazioni".
L'opera, mai superata, occupa nella storiografia nazionale un posto notevole,poiche' getto' le basi documentarie per un piu' esatto giudizio di quel tragico episodio del nostro Risorgimento.
Paolo Emilio Bilotti nacque in Vallefiorita (allora Sant' Elia ) il 4 del mese di Febbraio 1860 da Don Pasquale Bilotti e Donna Teresina Ceravolo.
A 20 anni ottenne un diploma di Maturita' Classica e per esigenze economiche della famiglia, dovette trovarsi un'occupazione: scelse l'educatore.
Questa occupazione gli consenti' di proseguire gli studi classici prediletti. Ebbe prima una scuola non lontano dalla famiglia, poi il posto di vice-Direttore in un convitto, il Giuseppe Parini in Catanzaro, finche non costitui' egli stesso un proprio Collegio Convitto che divenne il Dante Alighieri sempre in Catanzaro.
Ma le sue tendenze le chiamavano altrove ed egli trovo' adatti ad esse gli Archivi di Stato e vi concorse conquistando sempre il primo posto e cosi' fu per Bari, Caserta e quindi il posto di Direttore dell'Archivio di Stato di Salerno nel 1891 a soli 31 anni.
Qui trascorse ben 37 anni della sua vita ed ebbe modo di approfondire ed di amare gli studi storici  con preferenza quelli del Risorgimento Italiano.
In Archeologia ed in Numismatica lascio' molte monografie. nel 1923 Sua Altezza Reale il Principe di Piamonte visito' la provincia di Salerno e il prof. Bilotti fu' chiamato a fargli da guida nella visita ai monumenti e alle antichita'. Questo compito, egli assolse con tale competenza e dignita' che, dopo qualche anno, dovette accompagnare anche il Sotto Segretario di Stato per l'istruzione recatosi a Salerno.
L'Amministrazione Comunale di Salerno, ha tumulato le spoglie "del suo grande benefattore" nel recinto degli uomini Illustri nel cimitero Salernitano ;e le sue sembianze sono raffigurate in un busto in bronzo che sovrasta una lapide in marmo che trovasi nel recinto suddetto; posta dalla stessa Amministrazione con le seguenti parole dette da Benedetto Croce:
"Paolo Emilio Bilotti anima operosa e schiva raccolta in dotte ricerche e studi severi che illustrano la storia di Salerno a lui Calabro Patria di di adozione lascio' di se quel desiderio che e' gloria dei buoni."
Una sala, la migliore, dell'archivio di Stato di Salerno e' stata intitolata " Sala Bilotti " ed e' stata adibita a "sala conferenze" con Luigi Enaudi e in questa sala si trova un'altro busto del prof. Bilotti.
Nello stesso archivio, dove lui e' morto, la notte dal 24 al 25 Novembre 1927, dicendo: "Mio Dio, mamma mia, io muoio ma non ho la coscienza libera!" sono custodite anche la Biblioteca e la ricca collezione numismatica da lui fondata con sacrifici esclusivamente personali cosi' la quale nel 1927, in pieno regime fascista fu allestita una mostra Nazionale.
Via "Pietro Giannone" o Alfano I in Salerno, e' stata nomata con delibera Via Paolo Emilio Bilotti (esiste una targhetta presso la mensa universitaria di questa citta').
Nel paesello natio, Vallefiorita, la giunta Comunale a suo ricordo ha nomato l'antica "Piazza vecchia", piazza Paolo Emilio Bilotti.
Nel 1904 fu Presidente del "Comitato Permanete Carlo Pisacane" che esiste tutt'ora in Salerno. Molte Pubbliche  Amministrazioni di Salerno e provincia ricorsero a lui per il riordino dei propri archivi e rimasero ammirate dalla sua opera.
Fu Presidente, per oltre un ventennio, e poi ad umanita' proclamato Presidente Onorario a vita dell'associazione tra impiegati civili e militari; componente il consiglio di Amministrazione del Convitto Nazionale Tasso, e della Regia Commissione per la conservazione dei monumenti.
Nel 1920 chiamato a Roma dal Ministro degli Interni per far parte della Commissione incaricata dalla riforma degli archivi, partecipo' anche alla sotto-Commissione per la formazione del disegno di legge.
Il suo lavoro fu dal Ministro  entusiasticamente encomiato.
Alla sua morte dai congiunti pervennero commosse condoglianze da S.M. il Re ,Il Principe Ereditario, dal Ministro dell'Interno, da S.E. Il Ministro della Pubblica Istruzione, da Senatori.
Il popolo di Salerno, quello dei "bassi", dei tuguri, "donde era stato imperiosamente snidato dal dolorante richiamo della gratitudine, con muta fierezza segui' la bara di colui che, nel vano proposito di sminuire il compianto,si volle compisse l'estremo viaggio come un uomo qualunque, ma che, in quel momento piu' vivo che mai, raccolse, come valse a rivelare i meriti non comuni e la sconfinata bonta'.

Prof. Mario Truglia


Libro scritto nel 2003 da Mario Truglia
se desiderate acquistarlo chiamate a casa dell'autore al tel. 0961 919326


scrivono di lui nel sito web dell'archivio di Stato di Salerno

Paolo Emilio Bilotti nacque a Vallefiorita, in provincia di Catanzaro il 4 febbraio 1860. Fu educatore e direttore di convitto prima cominciare a lavorare negli Archivi di Stato, prima a Bari, poi a Caserta, finche'nel 1891 non divenne direttore dell'Archivio Provinciale di Salerno, che diresse per oltre trent'anni.
L'interesse per la storia allora recente del Risorgimento italiano e' alla base dei suoi saggi La spedizione di Sapri: da Genova a Sanza,  del 1907 e I Cacciatori dell'Irno: vicende di un battaglione di volontari nel 1860 del 1926.
Fece parte della Regia Commissione per la conservazione dei monumenti. Suo grande merito verso la citta' di Salerno fu la fondazione, nel 1929,  della Societa'  Salernitana di  Storia  Patria, dal cui seno scaturi' la rivista di studi storici (Archivio storico per la provincia di Salerno),  che seppur con alterne vicende e' ancor oggi viva ed attiva col nome di (Rassegna storica Salernitana).
La sua figura di (studioso solitario e schivo), come lo defini' il Croce,  prende forma attraverso le ricche collezioni che ha lasciato all'Archivio di Stato di Salerno, e che rivelano la sua passione per il passato, sia che prenda la forma di libri, o di monete.   La collezione numismatica lasciata da Paolo Emilio Bilotti costituisce un importante segmento del patrimonio dell'Archivio di Stato.
Le monete della collezione coprono un arco temporale lunghissimo,  che va  dal VI sec. a.C. fino al 1920 circa. Si tratta di una raccolta eterogenea, comprendente monete emesse  dalle antiche citta' della Magna Grecia, monete romane, monete delle  zecche longobarde e normanne,  e cosi' via fino ad arrivare ai primi anni del XX secolo. Si tratta di circa 11000 reperti, non ancora completamente studiati.Lo stesso Bilotti aveva iniziato a classificarli, come dimostrano alcuni quaderni manoscritti rinvenuti fra i suoi documenti.
Leopoldo Cassese, direttore dell'Archivio di Stato di Salerno tra il 1934 e il 1960,  ne redasse un elenco cui ancor oggi si fa riferimento.
Monete dal fondo Bilotti sono state esposte in diverse mostre dell'Archivio di Stato di Salerno: Dalla Repubblica Partenopea all'Unita' d'Italia (1989), in cui furono esposte monete della Repubblica Partenopea; Nummus Munus (Giornate Europee del Patrimonio 2008), che ne proposto una scelta cronologica, ed infine Per una storia non antropocentrica: L'uomo e gli altri animali (2009) di cui ha costituito una sezione a parte la presenza degli animali nell'iconografia numismatica.
La passione di Bilotti per lo studio delle monete antiche si rivela anche all'interno del fondo bibliografico, in cui sono presenti numerose opere di argomento numismatico: da Costanzo Landi (sec. XVI)  a Rickhe de Josse (sec. XVII)  a Johann Heinrich Schulze, al provenzale Dominique Magnan e all'italiano Francesco Daniele, eruditi studiosi di storia antica,  fino ai piu' noti  Mionnet e  Sambon, (sec. XVIII),  al Garrucci al Riccio al Diodati (sec. XIX) fino a   Memmo Cagiati (sec. XX), autore di un vero e proprio manuale per i collezionisti di monete.
L'importanza che questi studi hanno avuto nella loro epoca e in quelle successive e' testimoniata dai luoghi di stampa, spesso molto distanti  dalla  residenza  degli  autori - l'opera  di  Costanzo Landi,  italiano,  e' stampata  a  Lyon  (Lugduni  Batavorum)  nel  1560  e  dalle  traduzioni, come avviene per l'opera dello Schulze, tradotta dal tedesco in italiano da Giuseppe Budon nel 1790.
Fu autore di piccoli saggi sull'argomento, come Gordano Pio sul trono dei Cesari : nota storico-numismatica (Salerno : Tip. Fratelli Jovane, 1907), in cui narra come, attraverso una moneta ritrovata durante dei lavori stradali in via Velia a Salerno, sia stato possibile stabilire l'esistenza dell'imperatore Gordano Pio.


monumento del prof. Paolo Emilio Bilotti
nel recinto degli uomini illustri
Cimitero di Salerno
Monumento dei genitori del Prof. Paolo Emilio Bilotti "Don Pasquale Bilotti e Donna Teresina Ceravolo" sito nel cimitero di Vallefiorita.