poesie di gustavo bongarzone


 
Onore a Santulia
 
Tant'anni fa a Santulia u nomu lu cangiaru
pemmu li nda mettunu, natru chi li fa giustizia
Vallefiorita, beddha, nta provincia e Catanzaru

Nta terra e stu paisa, criscia puru a spicanarda
sta terra, e vasata do sula, e bagnata e l'acqua
cu nu viernu curtu e duciu, e na stata longa e cadda

Sti vaddhuni, carrichi d'olivari ,di frutta e castagnari
segnu ca u Signura ,e cca` passau, u ni Benedicia
puru l'aria e profumata, tu si comu, u primu amuri

A genta e stu paisa, si po` vantara ,cu muntagni e mari
chi li tenunu corta,cu mara e Schiddhaci,e u mara e Vibu
a notta fonda ,e a lumu e luna ,di luntanu , nu presepiu pari

L'anticu avia reggiuna, l'anticu dissa, l'anticu no si sbagghiau
chista e a scola, chi ni ficia, chiddhu chi simu,e u dicu cu cora
quantu hatiga nta sta terra, ma a la hina,pe dira u vero, assai pagau

Genta cu pocu scola,ma inteliggenti pe natura ,e cu tantu coraggiu
onesti e lavoratori,fuori partria partiru,mu si guadagnanu u pana
cu i loru sacrifici,u paisa si ngrandiu,e a scola ficia u figghiu saggiu

Saluta e bbena sempa , ricchi di sangu, e poveri e dinari
amici di rispettu in piazza ,ansiusi a prestara aiutu a tutti
tuttu cora e pocu malizia,di grande animo ed eroi esemplari
 
 
La mia Calabria
 
Il creatore e`stato molto generoso,con la nostra bella Terra
due mari, montagne da coltivare e sciare,e temperatura di serra

Platone accenna alla nostra citta, di Reggio Calabria, nei sui viaggi
a Siracusa di Dionisio,la nostra Calabria, ha i suoi Santi e Saggi

La nostra ricchezza, e` il nostro Popolo, uomini e donne di valore
la terra e`dura,ma noi ancor di piu`, tolleranza e umilta`, porta onore

Anima e corpo , zappa e fertile terra,grande la raccolta,pane per tutti
i nostri cugini Greci,sbarcavano ad Aprile,e via ad Ottobre, con i frutti

Panorami e scorci da mozzafiato,spaggie e tramonti pittoreschi
scogli e orizzonti per innamorati,colline monti, e luoghi freschi

Terra del bergamotto, della lavanda,dei fiori selvaggi,e verde a non finire
montagne d'uliveti,aranceti,uve pregiate,frutta e cereali da morire

Questa terra, e l'epicentro del mediterraneo,un paradiso da godere
Un tesoro inestimabile,per l'intera umanita`,da godere e da spartire

I fratelli Bandiera,eroi per ogni Italiano, morirono gridando, viva l'Italia
Prima Italiani,Calabresi di nascita,pace,bene e amore,Patria mia
 
 
Il Bivio
 
Al bivio di Palermiti,Squillace,e Vallefiorita
ce` un albero di mandorle, a Febbraio sfoggia
i suoi bianchi e profumati fiori,le gioie della vita

Un vento dolce, porta quel delicato profumo nelle case
Con la primavera inizia la campagna,e il frutto della bonta`
vallata d'incanto,che madre natura ha donato al Vallefioritese

Li sorge un antico casolare, forse, abbandonato dai Romani
la strada a serpentina,ha visto l'evolvere moderno del Paese
giunti al bivio senti ll ritmo del paese,che quasi si tocca con le mani

La civilta viene dal mare,una corsa e un salto si arriva al mare
una passeggiata e un fiatone si arriva in montagna ,che lusso!
l'aria e l'aqcua sono buone come il pane,e roba da sognare

Squillace e` a pochi passi,il vecchio Castello e` testimone, da secoli
quel rudere instilla stabilita, il senso di appartenere,di vivere,a occhi
chiusi lo vedi ancora, il duomo ,circondato dalle sue antiche viuzze e vicoli

Palermiti,Amaroni,e Squillace,formano il triangolo che incornicia Vallefiorita
annidata nel verde ondeggiante tra colline e montagne di oliveti e vigneti
sole mare monti e amici,in armonia con un comune destino,questa si, che e` vita
 
 
La Festa
 
Oggi e festa, i figli del paese, son tornati
in famiglia, grazie a Dio, tutti bene sono stati

La banda, fa il giro del paese suonando
con i bimbi ,che gli fanno il girotondo

Le campane, annunciano il mezzogiorno,
la mamma, con orgoglio ,serve la pasta al forno

Un caldo afoso, invita riposo pomeridiano
il paese, e come un deserto Africano

Alle cinque, la campana ,chiama i suoi fedeli
che a messa vanno, eleganti con i suoi veli

La piazza e gremita ,di ospiti, forestieri e paesani
saluti, strette di mano, abbracci a tutti, vicini e lontani

La messa e finita, chi torna a casa, chi fa visite
i compari e amici, vanno al bar e si levano la sete

Si accendono le luci, il corso ,la villa e carico di energia
si va su e giu per le vie,che bella gioventu e compagnia

Le bancarelle, la folla, la musica, il cielo illuminato
per quest'anno, la festa ha ben terminato.
 
 
Quando Parto
 
Quando parto, mi si chiude il cuore
capisco che sto lasciando, tanto amore

I ricordi, mi aiutano a trovare tanta allegria
da spartire, in buona compagnia

Nell'estate, quella spiaggia e li che mi aspetta
per farmi tornare, di tutta fretta

L'inverno, mi fa ricordare il natale e il carnevale
la gente in piazza, si gode chi scende e chi sale

A primavera ,il profumo dei fiori selvaggi
inonda la valle, e i suoi paraggi

L'autunno a Vallefiorita, e vendemmia e montagna
benedetto il contadino, che cura la campagna

Il sapore, e l'aroma della sua frutta
incanta ,la gente tutta

Piu ti penso, piu cresce la passione
per te, e la tua popolazione

I grandi sacrifici delle mamme, dolori e pianti
fa piangere, pure i Santi

Baci, abbracci, saluti e speransa
addolcisce ,la grande distanza
 
 
A Febbraio
 
A Febbraio, le mandorle sono in fiore
la cena e` fagioli ,con cicorie

fa freddo, e bisogna calore
la carne al fuoco, a piu sapore

pioggia, vento, fulmini e tuono
meglio tornarsene al caldo del camino

la notte e lunga, fredda e scura
menomale, che non ho paura

l'odore del caffe mi sveglia
il sole, e` una meraviglia

il lavoro, mi fa male
domani, e carnevale

le donne in casa, tendono alla cucina
l'uomini ,se ne vanno a bere, in cantina

spensierata gioventu`,era bella la vita
quando tutto, si contava sulle dita

quando tutto, e fatto e detto,
rimane solo, l'affetto

ieri oggi domani,
spariti nel nulla, e cosi lontani.

ogni volta che torno, vado a visitare
quell'anime cosi care.

li tutti santi , uguali in eterno
preghiamo per loro,il Santo padreterno

gente buona ,e genuina
si reca nei campi, di buon mattina

le pecore, pascolano nelle campagne
abbonda l'erba, la frutta, e le castagne
 
 
La Processione
 
Il Santo, passa di sotto il balcone
al seguito, di una grande processione

la gente, attacca il denaro sul nastro, colle spille
la serata ,sara illuminata, con un mare di scintille

la banda, va in giro per il paese, a suon di marcia
le mamme ,seguono con i loro bimbi , nelle braccia

i balconi del paese, per l'occasione sono in fiore
le donne ,l'hanno fatto, con tutto il loro amore

la processione, con il Santo ,e sulla via del ritorno
la piazza, e piena di gente , che gli sta intorno

il Santo, torna in chiesa, e il Prete legge la litania
i fedeli in piazza, ascoltano e rispondono, in sintonia

la messa e finita, si torna a casa in Santa pace
tutti a tavola per celebrare, la cena a tutti gli piace
 
 
La Sposa
 
La chiesa e` piena, la piazza e affollata, sono tutti in attesa
l'ansia e la curiosita e` forte, le porte si aprono, esce la sposa

I confetti ,il riso , le monetine, piovono sulla gente
il sole splende, tutti contenti, l'amore nell'aria si sente

La festa e iniziata ,il corteo e lungo,il rione e in festa
arrivano i sposi,il tavolo con i dolci ,suona l'orchestra

I bambini attaccano i dolci ,l'uomini il vino,le donne in cucina
la chitarra accompagna la fisarmonica, fino a prima mattina

I sposi ballano il tango, la preferita e sempre ,la tarantella
la luna illumina la notte,la felice sposa sembra piu bella

Regali da non finire ,auguri e felicita,sogni da realizzare
una settimana a casa per festeggiare il loro amore

La primavera e arrivata, la valle e` fiorita, presto si avra` il suo frutto
il paese e felice, il gemito dei neonati si sente, un po` dapertutto
 
 
Mezzagosto
 
Si va a Squillace, per la fiera di mezzagosto
che bei tempi quelli, quando tutto era a posto

Strada facendo si cantava, era una gioia
ora con l'auto e una suprema noia

Si guardava, si sceglieva ,si comprava
tutto per la casa, e a piedi si tornava

Stanchi, affamati, assetati ma contenti
non mancava mai, qualcosa per i parenti

Le comare nelle viuzze, tenevano consiglio
discutevano fino a tardi, e nessuno batteva ciglio

I bambini, saltando qua e di la, giocavano
e le storie, e fatti degli adulti, assorbevano

Il consiglio si ritirava, per la serata
presto al mattino ,incomincia la giornata

 
 
#
 
Lui e lei, si sono incontrati al bar della stazione, li vicino
e arrivata sulla spiaggia, indossando un fresco di lino

accompagnata dalla mamma, per fargli da guardia
parlavano con lo sguardo , ma guarda che rabbia

sia nell'acqua che al bar, aveva la mamma, come scorta
volevano vicini, ma sedevano a tiro d'occhio, fuori la porta

il sole incalzava, il mare calmo, e la sabbia accogliente
la mamma era vigilante,la ragazza, non poteva farci niente

giorno dopo giorno, tutto al peggio,cambiava nulla
la giovane, aveva paura, era poco meno di una fanciulla

lui, era il primo sulla spiaggia , lei non e venuta
una amica di lei, gli venne a dire che, e` partita

la spiaggia, sensa di lei era vuota,troppo gli mancava
il vento e la pioggia ,pure le sue impronte , via spazzava
 
 
#
 
Quando , e fatto e detto,
rimane solo, l'affetto

ieri oggi domani,
spariti nel nulla, e cosi lontani.

ogni volta che torno, vado a visitare
quell'anime cosi care.

li tutti santi , uguali in eterno
preghiamo per loro,il Santo padreterno

gente buona ,e genuina
si reca nei campi, di buon mattina

le pecore, pascolano nelle campagne
abbonda l'erba, la frutta, e le castagne
 
 
#
 
La mandria, si prendeva tutta la strada
i prati erano verdi giu nella contrada,

il sole alto e caldo, era di primavera
il forestiero, era bianco come la cera

il paese era vuoto, nessuno c'era in giro
tutti nei campi sensa nessun pensiero

Il calzolaio, faceva pure il Barbiere
nel paese tutti avevano un mestiere

Di tanto tanto si vedeva qualche vecchietto
il paese e piccolo, e la gente d tutto rispetto

Nel bar c'era Mastro Ciccio,che a carte giocava
Mastrantonio perdeva, e Cintalenta guardava

All'imbrunire ,dalle finestre emana l'aroma del cibo
la famiglia siede al tavolo, ringrazia Dio, ed il loro Babbo